Quando la notte non è così tranquilla

Terrore notturno o pavour nocturnus, ecco quello che sta capitando a noi.
Com’è possibile mi domano? Cosa sto sbagliando?
Sentire tuo figlio gridare in piena notte, terrorizzato, e neanche le tue braccia sembrano tranquillizzarlo ma anzi, fanno peggio. Ti senti impotente e non riesci a svegliarlo, ma solo dopo scopri che non dovresti mai farlo.
Non so se il mio è solo il frutto dell’eccessiva apprensione ma vederlo così piccolo ed indifeso, gelato dal terrore mi ha veramente fatto male. Andiamo a capire cos’è un pavor nocturnus: è un disturbo che si presenta nei bambini attraverso parziali risvegli durante la notte in cui il piccolo è in preda al panico. Nulla di patologico, più comune di quanto sembra ed è passeggero. Ma come gestirlo?
Tra una ricerca e l’altra sul web, dopo una lunga chiacchierata con la pediatra e qualche mamma che prontamente è corsa a tranquillizzarmi mi sento di buttare giù due righe per raccontare la mia esperienza, cosa fare e cosa NON fare, sperando di riordinare le idee ed essere più pronta e tranquilla la prossima volta che accade. Sperando che in realtà, non accada più.
La traduzione letteraria di pavor nocturnus è ” terrore nel sonno“. Assistere ad un evento del genere è un qualcosa di impressionante, soprattutto quando accade ai tuoi figli .
Ecco cosa è successo stanotte. Erano le due, Emanuele inizia ad urlare nel silenzio della casa. Credo che sia fame e quindi gli offro la sua bottiglia di latte ma lui grida ancora più forte. Inizialmente un po’ infastidita, credendo che il suo fosse solo un capriccio, visto che dorme nella sua culla, cerco di offrirgli il ciuccio e cullarlo un po’. Ogni mio tocco sembra terrorizzarlo. Mi spavento, si sveglia anche mio marito. Lo prendo in braccio ma lo sento rigido, non vuole essere toccato, si dimena piange ed urla di terrore. Ho provato a svegliarlo ripetutamente senza riuscirci e solo insistendo solo riuscita a svegliarlo. Tutto sbagliato mi dicono, ma essendo rare le volte che gli accade questo mi sento sempre presa alla sprovvista.
Siamo riusciti a calmarlo, giocando un po’, per poi addormentarci tutti insieme nel lettone. Noi sicuramente più scossi di lui.
Cosa ho scoperto in seguito. Queste “crisi” passano da sole. Possono durare da pochi minuti, alla peggio mezz’ora. Loro al risveglio non ricorderanno nulla. Non bisogna toccarli, perché potrebbe creare in loro uno stato di maggiore terrore. Non bisogna svegliarlo, contrariamente a quanto ho fatto io. Potrebbe essere per loro un trauma e soprattutto non capirebbero perché tanta agitazione da parte dei genitori ( ricordiamo che i nostri bambini avvertono tutto, anche i nostri stati d’animo). L’unica cosa che possiamo fare è tranquillizzarli con parole sussurrate e senza alcuna agitazione.
Più facile a dirsi che a farsi, se fosse solo un incubo sarebbe meno traumatico sicuramente per noi genitori. Ma mi ha rincuorato tanto il confrontarmi con tante mamme che hanno vissuto ed affrontato la stessa medesima esperienza… Passeggera.
Se avete altre informazioni o esperienze da raccontarmi, sarei felice di confrontarmi con voi.

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