Società violenta. La mia esperienza.

Si parla tanto di violenza, di bullismo di questi ragazzini che si trasformano in aggressori, spesso un incubo per i poveri malcapitati di turno. Per fortuna non ho mai vissuto questa esperienza, sono stata sempre io a difendere chi era preso di mira, diciamo la paladina della giustizia di turno.
Eppure una riflessione devo farla.
Se io sono molto protettiva, se odio la cattiveria, la prepotenza, lo devo ai miei genitori. Mio padre ha sostenuto sempre che chi si unisce alla massa è un debole perché non sa distinguersi e mia madre è sempre stata la donna disponibile dalla porta aperta per chi avesse bisogno
Perche dico questo? Perché purtroppo spesso dietro questa violenza, dietro questa società malata, credo che ci sia proprio l’esempio degli adulti. O ancor peggio, l’assenza di questi, la mancata presa di posizione, il giustificarli sempre.
È anche giusto dire che ogni caso è a se e non si può generalizzare troppo, essere genitori è il ruolo più difficile del mondo.
Non dico che gestire un figlio sia facile, certe volte Emanuele nonostante è così piccolo mi prende sulla stanchezza.
Mi è tornato però un avvenimento terribile davanti ai miei occhi .
Era di questi tempi, quasi 15 anni fa oramai.
Era il periodo di carnevale e come spesso accade i bambini girano per strada con coriandoli e bombolette spray di una sostanza che non macchia e si pulisce facilmente. Così accadde che un ragazzino del mio parco sporcò l’auto di un invidio ( non mi esprimo oltre), un ragazzo di 32 anni. Insomma, per non dilungarmi troppo, questo ragazzo credeva che fosse stato mio fratello a sporcare l’auto e lui, pur sapendo chi fosse il colpevole, non voleva fare la spia. Fu gettato a terra e preso a pugni in faccia, gli fu strappata la maglia e mia madre avvilita non riusciva a fermarlo. Arrivò dopo pochi istanti il padre di questo individuo, ( e qui potrei andare anche oltre ma non lo faccio) 50 anni e poco più, spostò il figlio e concluse il tutto con altre tre colpi al volto di mio fratello che aveva più o meno 13-15 anni.
Tutto davanti gli occhi terrorizzati di mia madre. Intervennero subito tante persone e loro fuggirono a casa loro. Arrivò mio padre in men che non si dica e non posso nascondere il fatto che li avrebbe voluti stritolare tra le sue mani, ma decisero di andare per vie legali, e così fu.
Per me fu un trauma, mio fratello per me era ed è intoccabile. In più ero una bambina, che cosa era tutta quella violenza? Perché?
Ecco, io credo che la mela non cade mai troppo distante dall’albero. E che tutti dovrebbero essere di buono esempio per un figlio, un fratello o un compagno. Che questa società dove facciamo crescere i nostri figli fa paura, ma che parliamo tanto ma non facciamo nulla.
Bisognerebbe essere più gentili, sorridere al prossimo, porgere una mano.
Spero solo di essere un valido esempio per i miei bambini, e spero soprattutto che non subisca mai una cattiveria così inaudita.

Ricordatevi che bisogna sempre denunciare, non aspettate che si stancano di farvi del male e ne bisogna ricambiare con la stessa moneta. Parlate sempre, figli o genitori chiunque voi siate. Solo parlando ed ascoltando si possono affrontare queste cose.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Antonia ha detto:

    Ciao Roberta, che dire.. condivido il tuo stesso pensiero.. sono gli adulti a dare l esempio.. perché i bambini sono i mimi degli adulti! mi dispiace per l esperienza che avete vissuto purtroppo c’è gente che vive solo di violenza, quando non hanno capito che tutto si risolve con la pace e l amore..

    Mi piace

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