Ti lascio andare, ma il tuo ricordo è nel mio cuore

img_20180131_1431471502711920.png“Non c’è più battito”

Furono queste le parole che hanno cambiato qualcosa in me, hanno segnato la mia vita, mi hanno presa da un sogno e gettato in un incubo dalla quale non riuscivo a svegliarmi.
Io che già guardavo le vetrine, io che in sala d’attesa mi domandavo se fosse stato un maschietto o una femminuccia. Emozionata, spaventata, entusiasta di questa nuova vita che inizia dal test di gravidanza positivo tra le mani

Faccio un passo indietro, è doveroso spiegare.

Prima di poter avere tra le braccia il mio bambino, ho avuto un aborto interno.

Eravamo giovani, forse anche un po’ folli, senza pensarci troppo volevamo mettere al mondo il frutto del nostro amore. Ero alla fine del terzo mese, quando tramite una visita di routine il mio sogno si è spezzato e qualcosa dentro di me è cambiato

Non credo si possa scordar mai un evento del genere. Non importa se non tutti capiscono, determinate cose o le provi sulla tua pelle e nella tua anima o non puoi neanche immaginare.
Ho sentito cose che hanno colpito un cuore già leso, ho visto persone andar via perché avere un peso così è difficile da sostenere.

” Sei giovane, ne farai un altro”.

Neanche fosse un oggetto.

” La stai prendendo troppo male”.

Si, è vero, io sono un vulcano, nel bene e nel male.
Posso gioire per un msg del buon giorno, e dispiacermi per una risposta mancata.
Ma questo dolore non sapevo come gestirlo. Per mesi non sono riuscita a togliermi l’immagine dallo schermo del mio bambino che non muoveva quei piedini in miniatura. Non riesco a cancellare il volto pallido di mio marito, e mi son sentita in colpa per avergli dato un dolore così grande. La chiamata ai genitori, distanti troppo kilometri per rifugiarmi nel loro abbraccio. L’ospedale, il letto freddo, la sala operatoria e tutto bianco.

Perché, perché a me? Cosa ho di sbagliato?

Non c’è una risposta, purtroppo mai si avrà una risposta ai mali che ci affliggono. So solo che pensavo a come affrontare questo vuoto e mi son sentita debole. Ho per giorni incontrato persone che mi chiedevano di vedere il pancino ed io, spiegando, ho visto nei loro sguardi difficoltà, imbarazzo e sentito frasi di dispiacere e circostanza. Ho cercato una mano tesa, ma ho trovato solo pacche sulla spalla.
Per voi che leggete, ecco come ci si sente.
Non importa se si è giovani, forti, sani, se è un avvenimento comune o un qualcosa di raro. Non importa se il mondo continua a girarti intorno, se la vita continua ed il sole sorge tutte le mattine.
Non sempre si è pronti per affrontare dolori così grandi, che ti condizioneranno anche per gli avvenimenti futuri.
Ricordo la prima ecografia del mio Emanuele, spiegai tutto il mio accaduto alla ginecologa.
Mi tranquillizzò e mi fece stendere, posizionandomi questo grande schermo davanti a me.
Io chiusi gli occhi. ” Se batte il cuore ditemi che posso guardare”. Ho abbandonato questa sensazione di vulnerabilità, dolore e paura col passare dei mesi. Ho stretto forte le mie nausee ed il vomito giorno e notte perché sapevo che il mio corpo lavorava per lui. L’ho sentito scalciare e mi ha fatto compagnia sempre, facendosi spazio tra questi terribili sentimenti, sprigionando amore, gioia e curiosità. Ho dato forma ai suoi occhi, immaginandoli grandi e furbetti, proprio come lui. Ho lasciato andare il dolore, guardandolo in faccia ancora una volta e ricordando che io son più forte. Ho chiuso nel mio cuore quel che non potrò mai lasciare andare, perché un amore così grande non si scorda mai.

In cuor mio, sono stata madre ancor prima di stringere il mio dono tra le braccia, lo sono stata anche se non l’ho potuto stringere a me..

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ilaria ha detto:

    Sono al terzo mese e questa è la mia paura più grande, non riesco a godermi questo momento che tutti dicono essere bellissimo, io ho solo ansie e paure, paura di non vedere più quel cuore alla prossima ecografia. In Emanuele c’è anche un po di quel bimbo mai nato che ha bisogno del doppio delle tue coccole.. Un abbraccio grande

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    1. Roberta Ascione ha detto:

      Ciao Ilaria
      Come non capirti, ho raccontato anche della mia gravidanza proprio per unire le due diverse situazioni. Ti vorrei dire di star tranquilla, ma so che è inutile, ma se proprio non riesci ora, sappi che verrà da sé, la tua tranquillità. Il tempo che lo sentirai scalciare e tutto prende un sapore diverso

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  2. ele med ha detto:

    mamma mia mi hai fatto tornare indietro a quasi un anno fa quel maledetto 12 maggio in cui a una vista a cui ero andata perchè avevo perdite mi dissero signora mi spiace si è fermato ero di 11 settimane ricordo quel giorno come fosse ieri e quel dolore non passa credo rimarra li come una cicatrice per sempre

    https://eleaspirantemamma.wordpress.com/

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